L’Istituto Superiore di Sanità cambia il metodo: ora servono risposte

C’è un documento che merita di essere letto attentamente da tutti i cittadini di Magenta. Non è un nostro volantino e nemmeno l’ennesima polemica sul progetto del Campus Data Center previsto sul nostro territorio: https://va.mite.gov.it/File/Documento/1443913
 
È una nota dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Dipartimento Ambiente e Salute, datata 3 novembre 2026 e protocollata dal Ministero dell’Ambiente il 4 novembre con il numero 0229002. È indirizzata al proponente, Namira S.G.R.P.A., con il Ministero e la Commissione tecnica VIA/VAS per conoscenza, e definisce come produrre le stime di impatto sanitario del progetto “MXP MAGENTA – Campus ad uso Data Center” (ID_VIP 14553) nella procedura di VIA. Introduce elementi tutt’altro che trascurabili. 


Il primo elemento è la revisione delle precedenti indicazioni dell’Istituto. L’ISS spiega che, dopo il primo parere, sono state avviate procedure relative ad altri data center nella stessa macro-area indicata dal proponente, quella di competenza di ATS Milano. Per questo, a pagina 1, scrive che la realizzazione di opere della stessa tipologia in aree vicine rende necessario valutare non solo il contributo dei singoli impianti ma, in prospettiva, anche quello complessivo di più impianti, pur ammettendo che non sono ancora disponibili metodologie specifiche per farlo.

E aggiunge un’indicazione precisa: diversamente da quanto espresso nel precedente parere, deve essere stimato l’impatto di ciascun impianto, compreso quello previsto a Magenta.

Non è un dettaglio tecnico. È un cambio di impostazione che merita di essere conosciuto dalla cittadinanza.
 
Il secondo elemento, a pagina 2, riguarda cosa deve essere stimato. L’Istituto chiede di considerare gli effetti a lungo e breve termine di PM2.5, PM10 e NO₂, utilizzando le più recenti indicazioni del progetto OMS HRAPIE-2 (2025). E non si limita a chiedere una generica valutazione della qualità dell’aria: indica espressamente che devono essere considerate le funzioni relative agli esiti di mortalità e morbosità. In altre parole, il proponente dovrà stimare gli effetti sanitari associabili alle emissioni dell’impianto.

C’è poi un altro passaggio che non dovrebbe passare inosservato. L’Istituto evidenzia che le emissioni del progetto si inseriscono in un contesto ambientale caratterizzato da concentrazioni di fondo “non marginali” e determinano un “incremento aggiuntivo dell’esposizione della popolazione”. Sono parole contenute nel documento ufficiale, non interpretazioni di chi si oppone al progetto. L’ISS richiama inoltre la possibile cumulazione degli impatti di più nuovi impianti tra loro vicini: un’incertezza metodologica che, secondo noi, rende ancora più importante approfondire.

Un altro aspetto riguarda i generatori. Un data center ha bisogno di sistemi di alimentazione di emergenza che non funzionano in modo continuo: emettono periodicamente, per le prove di funzionamento, e occasionalmente, in caso di emergenza. L’ISS riconosce che questo introduce un’incertezza nell’applicazione delle funzioni per gli effetti a lungo termine, e che le stime vanno interpretate con le dovute cautele. Ma, nonostante questa criticità, ritiene utile effettuare comunque la valutazione sulle concentrazioni medie annue. E chiede che gli effetti a breve termine siano valutati sia nello scenario emergenziale sia in quello di ordinaria manutenzione.

E non è tutto: nel calcolo delle concentrazioni medie annue deve essere incluso anche il contributo delle altre sorgenti emissive legate all’opera, come la variazione del traffico veicolare. Insomma, la valutazione sanitaria non può limitarsi a guardare soltanto i camini e i generatori, dimenticando tutto ciò che ruota intorno all’attività del campus.

L’ISS conclude raccomandando di seguire il rapporto ISTISAN 22/35 per produrre le stime e rappresentarne i risultati, indicando le fonti dei dati utilizzati.

È bene essere chiari: l’Istituto Superiore di Sanità non dichiara che il Data Center provocherà un determinato numero di malattie o decessi, né esprime alcun giudizio sulla compatibilità sanitaria del progetto. Ma chiede che questi aspetti vengano studiati e quantificati. E quando un organismo sanitario nazionale ritiene necessario approfondire mortalità, morbosità, esposizione agli inquinanti ed effetti cumulativi di più impianti, forse non siamo più davanti a una semplice questione urbanistica da discutere tra pochi addetti ai lavori. Siamo davanti a una questione che riguarda direttamente la collettività.

La nota dell’ISS è un documento pubblico e consultabile da chiunque. Invitiamo tutti i cittadini a leggerla integralmente, senza fermarsi alle sintesi, nostre comprese: https://va.mite.gov.it/File/Documento/1443913

Continueremo a seguire la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e a informare i cittadini sui suoi sviluppi.

 

 

 

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